Si conclude la 74ª edizione del Ravello Festival caratterizzata dalla presenza di grandi interpreti internazionali
Con il concerto sold out della Freiburger Barockorchester diretta da Simon Rattle, con Isabelle Faust solista nel Concerto per violino di Schumann, sabato 5 settembre si è conclusa la 74ª edizione del Ravello Festival, organizzata dalla Fondazione Ravello, presieduta da Alessio Vlad, con la direzione generale di Maurizio Pietrantonio e la direzione artistica di Lucio Gregoretti, grazie al fondamentale sostegno della Regione Campania e del Ministero della Cultura.
Un’edizione che ha confermato e rafforzato il profilo internazionale della storica manifestazione nata nel 1953, costruendo intorno a Villa Rufolo e al suo Belvedere un programma in cui repertorio, interpreti, paesaggio e storia del Festival sono stati parte di un unico progetto culturale, che ha portato a Ravello un pubblico sempre crescente di appassionati e frequentatori delle località musicali più prestigiose.
Il Festival 2026 si chiude con 8.028 biglietti emessi per 378.166 euro di incasso con vari concerti sold out, cui si aggiunge un ulteriore migliaio di spettatori per gli eventi gratuiti, tra concerti e presentazioni. Numeri che confermano il percorso di crescita già registrato nella scorsa edizione: nel 2025 il Ravello Festival aveva emesso 7.533 biglietti e raggiunto i 362.421 euro di incasso; nel 2024 erano stati 6.062 i biglietti e pari a 244.985 euro gli incassi.
Dall’analisi delle vendite, il Ravello Festival si conferma un appuntamento internazionale, con spettatori provenienti da ben 94 Paesi che costituiscono oltre il 50% del pubblico. Tra i Paesi stranieri, al primo posto per presenze gli Stati Uniti con il 21,1%, seguiti da Regno Unito (8,9%), Germania (6,9%), Francia (5,6%) e Brasile (4,5%).
Il dato di pubblico si accompagna a un risultato artistico particolarmente significativo. Nell’arco di poco più di due mesi Ravello ha riunito direttori, solisti e orchestre ai vertici della scena internazionale – tra cui Daniele Gatti, John Eliot Gardiner e, in esclusiva italiana, Jordi Savall, Kent Nagano e Simon Rattle – componendo un cartellone che per concentrazione di nomi, progetti ed esclusività rappresenta un caso difficilmente confrontabile nel panorama festivaliero nazionale, testimoniato dagli articoli e dalla presenza di giornalisti della stampa estera, dei maggiori quotidiani del Paese – dal “Corriere della sera” alla “Repubblica”, dal “Sole24Ore” ad “Avvenire”, “Il manifesto” e “Il Mattino” – e di tutti gli specializzati cartacei e online.
Il 2026 ha segnato un importante sviluppo nel rapporto con le imprese private. Accanto al fondamentale sostegno della Regione Campania, che resta la condizione essenziale per rendere possibile una programmazione di questa dimensione e qualità, il Ravello Festival ha costruito un nuovo sistema di partnership legato ai valori identitari della manifestazione. Sono entrati nel progetto: NLG come Endless Partner, Veolia come Earth Legacy Partner, De Luca Industria Cartaria come Legends Partner, Coop Sole come Mediterranean Supplier e Caffè Barbera come Sunrise Partner. A questi si sono aggiunti i partner della promozione e una rete di aziende e strutture del territorio impegnate nell’accoglienza e nei servizi. Un modello che ha consentito di ampliare progressivamente la partecipazione privata senza alterare la natura culturale del Festival, legando ciascuna collaborazione a temi come il Mediterraneo, il paesaggio, la memoria, la sostenibilità e l’accoglienza.
«Chiudiamo questa 74ª edizione – sottolinea il presidente Vlad – con soddisfazione e con la consapevolezza della responsabilità che deriva dalla storia del Ravello Festival. Questo luogo possiede un’identità che non può essere costruita artificialmente: nasce da Villa Rufolo, dal rapporto con Wagner, dal paesaggio e da oltre settant’anni di grande musica. Il programma del 2026 ha messo insieme grandi orchestre e interpreti internazionali, ricerca, repertorio, musica contemporanea, jazz e realtà musicali del territorio. La risposta del pubblico e l’attenzione della stampa italiana e internazionale rappresentano per noi un risultato importante. Desidero ringraziare innanzitutto la Regione Campania per un sostegno che resta fondamentale per la vita e la qualità del Festival. Ringrazio il Ministero della Cultura, la Provincia di Salerno e il Comune di Ravello, i nuovi partner privati che hanno scelto di accompagnarci, le strutture alberghiere e tutte le realtà che hanno collaborato con la Fondazione.
Un ringraziamento particolare va al direttore generale Maurizio Pietrantonio, al direttore artistico Lucio Gregoretti, a tutto il personale della Fondazione Ravello e ai collaboratori. La qualità di un Festival nasce certamente dalle idee e dagli artisti, ma anche dal lavoro quotidiano di molte persone. Il nostro obiettivo deve restare quello di fare di Ravello un luogo riconosciuto dagli artisti e dal pubblico per l’autorevolezza delle sue scelte, capace di custodire la propria memoria e, proprio grazie a quella memoria, continuare a guardare avanti. Per tale motivo, proseguiamo con le nostre attività progettuali, perché un festival internazionale come questo non viene costruito quando termina l’edizione precedente: per poter lavorare con gli interpreti più richiesti è indispensabile muoversi su orizzonti almeno biennali e spesso triennali. Per questo è già largamente definito il Ravello Festival 2027, un anno nel quale il bicentenario della morte di Beethoven sarà al centro della programmazione di molte istituzioni musicali nel mondo. Parteciperemo anche noi a questa ricorrenza, senza dimenticare la vocazione wagneriana della nostra manifestazione, inaugurando il Festival domenica 4 luglio 2027 con Fidelio, l’unica opera di Beethoven, che verrà eseguita in forma di concerto e diretta da Pablo Heras-Casado».
«I risultati di questa estate – dichiara il direttore artistico Lucio Gregoretti – ci danno grande soddisfazione, per la risposta del pubblico e per l’attenzione con cui sono stati seguiti programmi, a testimonianza della qualità anche degli spettatori: non solo turisti in vacanza sulla Costiera, ma appassionati attenti alla programmazione e mossi da una scelta consapevole di partecipazione, sia agli appuntamenti più classici che alle proposte legate alla contemporaneità o al jazz. Sono già definite le iniziative per le festività natalizie, altro momento importante per il territorio, nelle quali vorremmo far convivere interpreti di fama internazionale del repertorio classico e operistico, la grande tradizione della canzone napoletana d’arte e complessi musicali del territorio».
Un altro elemento caratterizzante dell’edizione è stato inoltre il rafforzamento della relazione con Ravello e con il territorio campano. Gli incontri introduttivi all’ascolto nel giardino di Villa Rufolo con giornalisti, critici e studiosi hanno accompagnato quasi tutti concerti. L’esecuzione di Fresco del compositore Luca Francesconi ha coinvolto cinque bande campane e trasformato Piazza Duomo in un grande spazio musicale condiviso. Le strutture dell’accoglienza ravellese hanno collaborato con la Fondazione in numerose occasioni, contribuendo a costruire intorno ai concerti un’esperienza più ampia. Il Festival ha così continuato a essere non soltanto un’importante manifestazione artistica, ma anche un elemento di attrazione culturale e turistica per Ravello e per l’intera Costiera Amalfitana.
Anche nel 2026 la musica ha dialogato con l’arte contemporanea. Dopo Anselm Kiefer nel 2025, Villa Rufolo ha accolto una mostra dedicata a William Kentridge, realizzata dalla Fondazione Ravello in collaborazione con la Galleria Lia Rumma. Disegni, video, installazioni e sculture hanno costruito un percorso coerente con l’identità del Festival e con la ricerca di un artista per il quale teatro, musica, parola e immagine appartengono allo stesso processo creativo. La mostra, inizialmente prevista durante il periodo del Festival, è stata successivamente prorogata fino al 27 settembre ed è stata coronata dalla presenza dell’artista il 4 e 5 settembre.
Significativo il lancio del nuovo sito web e l’incremento dell’attività sui canali social: nei mesi di festival si sono raggiunte le 4,7 milioni di visualizzazioni gratuite complessive, con una forte capacità di raggiungere nuovo pubblico, visto che la maggior parte delle visualizzazioni è arrivata da non follower. Le campagne a pagamento sui social hanno registrato invece oltre 5,6 milioni di impression e raggiunto più di 780mila persone, di cui due terzi internazionali.
Il lavoro della Fondazione guarda poi a un’attività differenziata e sempre meno circoscritta ai mesi estivi, con progetti che intrecciano cultura, formazione e sviluppo del territorio. In questa prospettiva nasce il Ravello Tourism, Culture and Music Program, programma internazionale di alta formazione promosso dalla Fondazione Ravello in partnership con Università IULM e Confcommercio. Il progetto mette in relazione musica, spettacolo dal vivo e turismo attraverso un Laboratorio di idee aperto agli operatori del territorio, una Winter School residenziale in lingua inglese e un Award destinato alle migliori progettualità elaborate dai partecipanti. La Winter School porterà a Ravello studenti e professionisti della cultura e del turismo per un percorso intensivo che prevede il rilascio da parte da parte dell’università milanese di un Graduate Certificate in Culture and Tourism Project Management e di 3 ECTS. Un’iniziativa pensata anche per contribuire alla destagionalizzazione, facendo di Ravello un laboratorio permanente di competenze e progettazione culturale oltre il periodo del Festival.





